14 Apr Il Cavaliere Domenico De Rosa nominato da MiC e MEF nel Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico di Paestum e Velia
Un incarico da interpretare con dedizione, trasparenza, senso del bene comune e visione per uno dei più importanti patrimoni culturali del Mediterraneo.
Entrare nel Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico di Paestum e Velia significa assumere una responsabilità che va oltre il profilo personale. Non si tratta soltanto di una nomina prestigiosa, si tratta di un incarico che richiama al dovere, alla serietà e ad un’idea molto chiara di servizio.
Paestum e Velia non rappresentano solo due siti di valore straordinario, rappresentano una parte essenziale dell’identità storica e culturale del nostro territorio e, insieme, uno dei lasciti più importanti dell’intera civiltà mediterranea. Paestum, con la forza e l’armonia dei suoi templi, continua ad esprimere un’idea di bellezza che attraversa i secoli. Velia, antica Elea, custodisce invece una delle radici più profonde del pensiero occidentale, legata alla scuola eleatica e a figure come Parmenide e Zenone.
Quando ci si misura con luoghi di questa grandezza, l’approccio non può essere formale. Serve rispetto, serve equilibrio, serve soprattutto la consapevolezza che il patrimonio culturale non è una materia da amministrare in modo ordinario, ma una responsabilità pubblica da interpretare con disciplina, sensibilità istituzionale e visione.
Accolgo, quindi, questo incarico con gratitudine, ma anche con un senso molto netto del compito. Intendo svolgerlo con la massima dedizione, con piena devozione al ruolo e con un’attenzione costante alla qualità delle decisioni. Credo che il primo dovere di chi è chiamato a contribuire alla guida di un’istituzione di questo livello sia quello di tenere sempre fermo il riferimento al bene comune.
Il bene comune, in questo caso, significa tutelare un patrimonio che appartiene alla storia, alla comunità e alle generazioni future. Significa lavorare perché Paestum e Velia siano sempre più forti nella loro autorevolezza culturale, nella loro capacità di attrazione, nella qualità della loro gestione e nella loro funzione educativa e civile.
C’è poi un altro punto che considero essenziale, che è quello della trasparenza. Trasparenza nella gestione, trasparenza nei processi decisionali, trasparenza nel rapporto con il territorio e con le istituzioni. Dove c’è un patrimonio di questo valore, deve esserci sempre chiarezza ed ogni scelta deve essere coerente, leggibile e orientata a finalità solide.
Allo stesso modo sarà importante contribuire ad una visione capace di tenere insieme tutela e valorizzazione. Paestum e Velia non hanno bisogno di essere inseguite da logiche effimere; hanno bisogno di essere accompagnate con serietà in un percorso di crescita fondato sulla qualità, sulla profondità culturale, sulla capacità di dialogare con il mondo della scuola, della ricerca, delle professioni, del turismo consapevole e dell’impresa sana.
Valorizzare questi luoghi significa anche rafforzare il legame tra patrimonio e territorio. Significa riconoscere che cultura, identità e sviluppo possono e devono dialogare; significa comprendere che un grande sito archeologico non è soltanto un’eredità da custodire, ma anche una leva di reputazione, di formazione e di crescita civile.
Per chi, come me, vive questo territorio con partecipazione autentica, il valore di Paestum e Velia non è teorico, è concreto, è quotidiano, è parte di una memoria collettiva che merita rispetto e di un futuro che merita visione.
È con questo spirito che intendo interpretare il mio ruolo nel Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico di Paestum e Velia. Con senso delle istituzioni, con responsabilità, con disciplina e con la convinzione che solo il lavoro serio, la trasparenza dei comportamenti e la qualità delle scelte possano rendere onore a luoghi che rappresentano una delle espressioni più alte della nostra storia.
Paestum e Velia chiedono presenza, equilibrio e visione. Meritano dedizione piena, meritano rispetto assoluto.